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Provate a elencare i dieci libri da portare sull’isola deserta e scoprirete che non è facile. Fare elenchi, non importa se di libri, dischi, film, persone o idee, è difficile, perché delinea l’impalcatura di una visione del mondo portando a scelte ed esclusioni non sempre consapevoli. Per il lettore, un elenco di libri preferiti è una mappa intellettuale dai confini mobili, che cambia in continuazione. Per lo scrittore lo stesso elenco diventa il codice genetico del suo linguaggio, genoma in moto perpetuo che unisce la sua voce alla polifonia di testi che l’hanno creata e nutrita.
Per me, questi elenchi oltre a un divertimento, sono un piccolo scavo nel sottosuolo. Non so se quanto ne emerge corrisponda del tutto a verità, perché gli scrittori che più ci influenzano sono quelli che dimentichiamo, ma di sicuro può tornare utile nel gioco dell’isola deserta.

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